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Money Management: definizione, consigli e trucchi

Cos’è il Money Management? In cosa consiste il Money management? Quali sono i migliori trucchi per il Money Management?

Per quanto si tratti di una terminologia anglosassone, non serve spaventarsi. Il Money Management è qualcosa che, in fondo, pratichiamo nella vita di tutti i giorni.

Letteralmente, infatti, significa Gestione del denaro. Quindi, è qualcosa che ci capita di mettere in pratica quando andiamo a fare shopping, quando andiamo a fare la spesa, quando scegliamo una nuova auto, quando scegliamo dove passare le nostre ferie, e così via.

Facciamo cioè delle scelte su dove destinare i nostri capitali. Una decisione che prendiamo in modo ponderato, in base alle nostre concrete possibilità economiche e sulla base del rischio.

Certo, questa è la versione più casereccia del Money Management. Nel trading online, si tratta di qualcosa di un po’ più raffinato. Ma non si discosta troppo dalla sua accezione generale. Vediamo dunque di seguito una guida completa sul Money Management.

Una delle scelte migliori per fare trading online è quella di utilizzare la piattaforma di eToro. Si tratta di un broker regolamentato che offre vari servizi ai suoi iscritti come il copy trading che permette di copiare dai migliori traders in modo da partire subito. Per saperne di più sul broker eToro cliccate qui per visitare il sito ufficiale.

Money Management cos’è

Cos’è il Money Management? Traducibile, come detto, in Gestione dei soldi o Gestione del capitale, nel trading online si tratta di quell’insieme di scelte che facciamo al fine di conseguire il maggior profitto possibile e ridurre il rischio al minimo.

Scegliendo quindi su quali asset puntare, quando, quanti capitali investire, su quale lasso di tempo, il Broker da utilizzare per accedere ai mercati finanziari, la strategia da adottare e così via.

Leggi anche: Vendita allo scoperto come funziona.

Money Management: come funziona

Come funziona il Money Management? Diciamo che, come immaginabile, esistono varie scuole di pensiero.

In linea di massima, comunque, gli esperti sono concordi all’unanimità nel dire che l’imperativo è quello di rischiare solo una percentuale ridotta del proprio capitale posseduto per ogni singola operazione che decidiamo di aprire.

Questa percentuale deve però essere la somma di tutti i nostri investimenti. Che generalmente viene fissata su un limite del 4%.

Ancora, occorre diversificare il proprio investimento. Ciò significa puntare su più asset e di diversa natura. In modo che se uno o alcuni sono in perdita, abbiamo buone possibilità di controbilanciare la perdita con altri asset che sono in profitto.

Ciò significa anche studiarsi bene le correlazioni tra gli asset. Se sono dirette o indirette (dette anche pure o spurie). Ossia, se un asset aumenta di valore, aumenta anche l’altro (diretta o pura). Se un asset diminuisce di valore, l’altro invece aumenta (correlazione indiretta o inversa o spuria).

Oggi come oggi la scelta degli asset sui quali puntare è molto vasta. Si pensi ad azioni, indici azionari, obbligazioni, criptovalute, materie prime, valute Forex.

Un esempio classico di correlazione diretta tra asset è quello tra dollaro e petrolio. Dato che il petrolio è valutato in dollari. Quindi va da sé che se il valore del dollaro cresce, cresce pure quello dell’oro nero.

Invece, un esempio tipico di correlazione indiretta tra asset è quello tra azioni e Oro. Generalmente, quando il mercato azionario è in pesante discesa, il valore dell’Oro cresce. Proprio perché è un bene rifugio. Quindi i trader si butteranno a capofitto su di esso per trovare un porto sicuro fuori dalla tormenta.

Si pensa che anche il Bitcoin sia un bene rifugio. Ma i fatti hanno più volte smentito ciò. Le criptovalute, per loro natura, sembrano sfuggire ad ogni ragionamento. Sovvertendo spesso e volentieri ogni previsione di rialzo o crollo.

Quindi, ricapitolando il Money Management è la gestione del capitale attraverso una ponderata scelta degli asset su cui investire. Poggiandosi su precise strategie e limitando il più possibile la fetta di capitale che utilizzeremo di volta in volta per la nostra puntata.

Money Management nel trading CFD come si applica

Come si applica il Money Management nel trading online? In genere, parlando sempre di percentuali, su ogni singola operazione aperta conviene investire tra l’1 e il 6 percento del proprio capitale totale. Molti esperti concordano comunque sul 4%.

Oltre al limite della percentuale, occorre anche limitare il massimo di operazioni aperte contemporaneamente. La maggioranza degli esperti parla di massimo 4 operazioni aperte.

In base alle percentuali che intendiamo rischiare, così avremo una situazione diversa. Se per esempio decidiamo di rischiare solo l’1% del nostro capitale su ogni singolo trade (possibilimente asset diversi per il discorso fatto prima riguardo la diversificazione), e abbiamo deciso di rischiare al massimo il 4% totale su questa tornata di trading, allora punteremo su un massimo di 4 trades diversi.

Ovviamente, se magari un asset ci ispira di più e siamo convinti delle nostre idee, possiamo anche puntare per esempio il 3% sul trading di un asset e l’1% su un altro asset. Quindi, rischieremo sempre il 4% ma ce la giocheremo in modo diverso al suo interno.

Naturalmente le combinazioni sono tante. Se il totale che riteniamo di rischiare è il 6%, potremmo suddividerlo o in parti uguali su 6 trades diversi o per esempio il 3% su un trade, il 2% su un altro trade e l’1 percento su un altro ancora.

Le combinazioni sono tante a disposizione e sarà l’esperienza acquisita nel tempo e la situazione generale dei mercati a influenzare molto sulle nostre scelte.

Sui mercati finanziari la prudenza deve essere sempre tanta. La sorte può voltarci facilmente le spalle. Lo fa anche coi trader decani, si pensi a Warren Buffet. I quali però si coprono sempre le spalle diversificando il proprio investimento.

Non esistono strategie vincenti in assoluto. Tutto varia in base al tipo di asset, al momento dei mercati finanziari, alla nostra disponibilità economica, alla nostra emotività. Già incide anche quello.

Money Management migliore: stop loss e lotti

Per fortuna, ci sono tanti strumenti come gli indicatori di trading che possono venirci in aiuto. Per esempio, lo stop loss. Quest’ultimo è un ordine di uscita automatica, che scatta non appena il trade tocca un determinato importo (quindi livello) prefissato.

In questo modo, il trading si ferma automaticamente e non corriamo il rischio di attendere invano che la situazione migliori, peggiorando la nostra perdita.

Quindi, se decidiamo di puntare nel mercato Forex sul cambio EUR/USD che quota 1.10, impostando un ordine al prezzo corrente al rialzo (long), potremmo impostare uno stop loss su un livello di prezzo 1.09.

Quindi, il trade su EUR/USD si chiuderà in automatico qualora il livello di prezzo toccherà 1.09.

L’ordine sarà sì in perdita, ma sarà la perdita minima possibile. In quanto potrebbe scendere ulteriormente sotto. Quindi a 1.08, 1.07, 1.06, ecc.

Altro punto importante riguarda i lotti. Che a qualche trentenne evocherà un cartone animato sul Golf in onda sulle reti Mediaset negli anni ‘90. Il quale non aumentò certo la passione per questo sport nel nostro Paese.

Ma qui parliamo di tutt’altro. Infatti, è per dire che nel trading CFD i volumi sono divisi in lotti. Infatti, 1 lotto equivale a 100,000 unità di asset. Ma è pure possibile acquistare frazioni di lotto fino a 0.01.

Da ciò scaturiscono i possibili ricavi o le perdite da una trade CFD. Va da sé infatti che acquistando 2 lotti di EUR/USD potremmo ottenere ben più alti guadagni rispetto ad un acquisto di 0.5 lotti dello stesso asset.

Non bisogna però dimenticare che nel trading online c’è sempre un contraltare da tenere in considerazione. Se aumentano le possibilità di ottenere dei profitti alti, rischiamo pure di conseguire delle perdite ingenti.

Esempio di Money Management nel trading online

Visto cos’è il Money Management applicato al trading online e cosa sono stop loss e lotti, vediamo un esempio concreto.

Per prima cosa, ci serve fare una accurata analisi fondamentale e una accurata analisi tecnica sull’asset sul quale intendiamo puntare.

Capiremo in questo modo l’asset dove potrebbe andare in un determinato lasso di tempo.

Ricordiamo brevemente cosa sono analisi tecnica e analisi fondamentale. La prima analizza l’andamento dell’asset in un determinato lasso di tempo applicando degli indicatori di trading sui grafici. Quindi, ci fa capire qual è il valore intrinseco dell’asset.

L’analisi fondamentale, invece, prende in considerazione tutti quegli elementi esterni che possono influenzare sul valore dell’asset. Quindi dinamiche geopolitiche, eventi climatici, andamento industriale, scoperte tecnologiche, dati economici, ecc. (ogni asset ha propri fattori di influenza).

Una volta capiti quali potrebbero essere i livelli di resistenza e di supporto del prezzo di un asset (ossia fin dove potrebbe spingersi al rialzo e al ribasso) piazzeremo il nostro bello stop loss.

La posizione migliore per piazzare uno stop loss è un po’ più in alto del livello di resistenza che abbiamo individuato. In questo modo, qualora il prezzo di un asset rompa la resistenza che avevamo individuato, quanto meno la perdita sarà limitata.

Sul grafico avremo questo ordine dal basso verso l’alto:

  • prezzo di apertura
  • livello di resistenza
  • livello di stop loss selezionato

Nell’esempio precedente, i tre potrebbero essere: 1.09, 1.10 e 1.11.

Stabilito lo stop loss, dobbiamo stabilire il lotto che vogliamo acquistare. Mettiamo caso che il nostro capitale a disposizione sia 10mila euro. Mentre abbiamo deciso che su ogni operazione vogliamo rischiare solo l’1 percento. Quindi, abbiamo deciso di investire 100 euro. Alias, di rischiare di perdere 100 euro.

Ecco che ci troviamo alla seconda decisione: quella dei lotti, per far rientrare il nostro rischio nei 100 euro. I Broker permettono di selezionare i lotti per vedere quale cifra andremo ad investire. Facendo apparire di volta in volta quanto potremmo perdere.

Nel nostro esempio, il lotto giusto per rientrare nei 100 euro è 0.1.

Ecco ideato il nostro Money Management: ordine short con 0.1 di lotto e stop loss a 1.11.

Ricapitolando, i passaggi da seguire sono 3:

  1. Scegliere il prezzo d’entrata
  2. Impostare lo stop loss
  3. Impostare il giusto lotto

Occorre comunque distinguere tra ordini pendenti e ordini a prezzo corrente. Nel primo caso, abbiamo degli ordini pre-selezionati che scattano solamente quando viene raggiunto il prezzo prescelto. Nel secondo caso, invece, occorre sapere il giusto lotto a priori, dato l’ordine effettuato parte subito.

Money Management trucchi migliori

Quali sono i migliori trucchi sul Money Management? Un primo, potrebbe essere quello di calcolare la distanza tra prezzo d’entrata e stop loss che abbiamo deciso di impostare. A cosa serve ciò? A comprendere grosso modo quale sia il lotto giusto da dover scegliere.

Altro trucco è essere consapevoli che più lo stop loss è “stretto”, quindi ravvicinato al prezzo di apertura, più potremo aumentare i lotti su cui operare con lo stesso grado di rischio.

Quindi, più lo stop loss risulta stretto, più i nostri guadagni saranno maggiori nel caso in cui il trade andrà a nostro favore.

Tuttavia, più lo stop loss risulta a ridosso del prezzo di apertura, più potrebbe scattare con facilità. E ciò comporta anche un maggiore rischio di perdita.

Money Management, occhio al Take profit

Nel Money Management non bisogna dimenticare il take profit.

Opposto allo stop loss, è il livello con il quale stabiliamo quando deve avvenire l’uscita automatica da una trade. Nel momento in cui il trade raggiunge un determinato livello di prezzo sperato.

Rispetto al suo alter ego, però, il take profit lascia al trader maggiori margini di scelta.

Molti esperti, riguardo il take profit, ritengono che il suo livello vada posizionato cosicché si possa guadagnare almeno 3 volte il rischio scaturito dallo stop loss.

Pertanto, se rischiamo l’1%, il take profit dovrebbe partire dal 3% a salire. Tuttavia, il take profit non deve seguire delle regole rigide. Per esempio, se siamo in profitto su EUR/USD, ma a breve usciranno dei dati economici importanti relativi alla Zona Euro, rischiamo di azzerare quei profitti o aumentarli.

In tal caso, possiamo posizionare un livello di take profit fisso, avvicinando al contempo lo stop loss ad un determinato livello di prezzo che ci consente di conseguire un profitto.

Quindi, se i dati economici dell’Eurozona saranno quelli sperati, potremmo aumentare i nostri profitti. Altrimenti, scatterà certo lo stop loss ma al contempo incasseremo anche dei profitti.

Un altro caso potrebbe essere quello in cui abbiamo raggiunto il nostro target price sul trading CFD EUR/USD. Tuttavia, riteniamo altresì il trade continuerà a muoversi a nostro favore.

In tal caso, per conseguire un profitto, decideremo di chiudere solo una metà della posizione. Lasciando aperta l’altra metà, e quindi, la possibilità di conseguire un profitto.

Ecco perché inizialmente dicevamo che, al contrario dello stop loss, il take profit concede margini di manovra più laschi. Anche in base alle situazioni.

Anche quelli relativi al take profit, comunque, possono rientrare nel novero dei trucchi del Money Management.

Money Management funziona con criptovalute?

Abbiamo detto che le criptovalute sono asset alquanto imprevedibili. Dopo alcuni esperimenti negli anni ‘90 e primi 2000, falliti vuoi per motivi di legislazione fiscale vuoi per insostenibilità del progetto, sono stati lanciati come oggi li conosciamo nel 2009. Sebbene il progetto alla loro base, la Blockchain, sia stata pubblicata per la prima volta nel 2008.

Il Bitcoin, la prima criptovaluta capostipite, è stata ideata da Satoshi Nakamoto. Personaggio oggi ancora ignoto, dietro il quale potrebbe però nascondersi un team di sviluppatori, data la complessità del tutto.

Il Bitcoin ha lanciato una economia parallela, che scavalca i poteri centralizzati del governo e delle banche. Non a caso, si dice che siano asset decentralizzati.

Dal Bitcoin in poi sono nate una miriade di criptovalute, tanto che oggi superano abbondantemente le mille unità. Se fanno ancora fatica, a oltre 10 anni di distanza dal loro lancio, a farsi strada nella economia reale, sono comunque degli ottimi asset sui quali investire.

Tramite CFD anche in questo caso, oppure tramite gli Exchange, facendo leva sui cambi di prezzo. O, ancora, tramite il mining. Quest’ultima però è una opzione poco percorribile.

Riguardo il trading CFD, di cui ci occupiamo in questa sede più da vicino, occorre però dire che le criptovalute sono asset molto volatili. Forse i più volatili tra quelli in circolazione. Cosa vuol dire volatili? Che il loro prezzo cambia repentinamente e pure in modo evidente.

Basti pensare che se il prezzo di un azione può arrivare a cambiare del 200% nel giro di un anno (ma proprio in caso di volatilità estrema), quello di una criptovaluta nel giro di un giorno o poco più.

Non a caso, il già citato Warren Buffet si tiene lontano dalle criptovalute, poiché ritiene che non abbiano un valore intrinseco. Ma esso sia dato dal mercato stesso. Il che rende difficile fare dei calcoli.

Ciò comunque non toglie che il Money Management non debba essere approcciato anche sulle criptovalute.

Per esempio, si potrebbe puntare sulle criptovalute con un massimo del 6% e un minimo del 3% sul totale del nostro investimento.

Non a caso, l’Esma – l’autorità dell’Unione europea preposta al controllo dei mercati finanziari – ha stabilito con la direttiva MiFID II una Leva finanziaria massima sulle criptovalute di 1:2. Proprio perché sono asset già molto volatili. Basti pensare che sulle azioni è di 1:30.

Per valutare su quali criptovalute conviene puntare, potreste fare affidamento al sito Coingecko. Che offre interessanti dati statistici sulle criptovalute.

In generale, le prime 3 saldamente al comando per capitalizzazione di mercato sono in ordine:

  1. Bitcoin
  2. Ethereum
  3. Ripple

Quali sono i migliori Broker per attuare il Money Management

Di seguito vediamo alcuni Broker sui quali poter attuare le strategie di Money Manager dette fino ad ora.

L’aspetto principale deve essere quello della Licenza per operare, in quanto ciò vi metterà a riparo da truffe. Tali Broker mettono a disposizione degli utenti una serie di servizi per poter operare nel migliore dei modi.

Purtroppo in circolazione ci sono una serie di truffe, mette in atto da chi promette dei guadagni facili senza conoscere nulla di trading. Si fanno pubblicità sfruttando personaggi popolari a loro insaputa.

Leggi anche: I migliori broker per fare trading online.

Money Management su eToro

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Il Broker ha ben 3 licenze: CySEC, FCA e ASIC. Non prevede commissioni sul trading, ma solo lo spread. Infatti, si dice che siano spread-only.

Prevede un solo account, con un deposito minimo di 200 euro. Ma anche un Conto demo, per potersi esercitare con denaro virtuale.

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Money Management su Plus500

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Plu500 offre diversi servizi, tra cui una assistenza Live chat, 32 lingue disponibili tra cui scegliere, oltre 2mila asset.

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Money Management su Trade.com

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