HomeIndici di BorsaIndice S&P 500: come funziona e come investire

Indice S&P 500: come funziona e come investire [2021]

Conviene investire nell’Indice S&P 500? Cos’è l’Indice S&P500?

In questa guida completa sull’Indice S&P 500 ti parleremo dei vari aspetti di questo indice azionario. Che racchiude pressapoco tutta l’economia americana.

Già, perché parliamo dell’indice azionario contenente i 500 titoli quotati sulle borse americane aventi la maggiore capitalizzazione. E per questo, è molto comodo per gli analisti anche per fare una radiografia esaustiva sull’economia a “stelle e strisce”.

Come ogni altro indice azionario, è anche possibile sfruttarlo come asset per il trading CFD. Ed in questo articolo scopriremo in che modo.

Molti investitori stanno utilizzando le piattaforme di trading certificate per fare trading sulle azioni. Un esempio su tutti può essere il broker eToro. E' una piattaforma molto utilizzata che offre servizi molto interessanti, come il copy trading che permette di copiare le operazioni dei trader più esperti.

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S&P 500: cos’è

Cos’è l’indice S&P 500? Realizzato da Standard & Poor’s nel 1957, come detto nell’incipit segue l’andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione.

Come borse americane, si prendono il New York Stock Exchange (NYSE), l’American Stock Exchange (AMEX) e il Nasdaq.

Ogni titolo viene soppesato in maniera direttamente proporzionale al valore di mercato.

Conviene investire sull’indice S&P 500?

Come già accennato, l’indice S&P 500 si mostra più attendibile di altri indici azionari. Come il Dow Jones, che ne contiene solo “30”, anche perché creato oltre un secolo fa. E anche più del Nasdaq-100, che ne contiene appunto 100.

Creato e gestito dal S&P Dow Jones Indices, si tratta di una joint venture controllata da McGraw Hill Financial. Responsabile di altri indici come: il Dow Jones Industrial Average, S&P MidCap 400, S&P SmallCap 600, e il S&P Composite 1500.

Come altri indici azionari, anche l’indice S&P 500, malgrado la sua varietà settoriale, è spinto soprattutto dai titoli tecnologici. In particolare, delle Big tech Microsoft, Amazon, Google, Apple e Facebook.

Broker per investire sull’indice S&P 500

Prima di proseguire con la guida vi segnaliamo una serie di broker per investire in indici:

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Indice S&P 500: storia

La storia dell’Indice S&P 500 parte nel 1923, quando fu realizzato l’indice “Composite Index”. Ma conteneva un numero ben più limitato di titoli azionari. Si tratta senza dubbio di uno degli indici di Borsa più importanti.

Una prima espansione si ebbe tre anni dopo, quando i titoli contenuti divennero 90. Poi, nel 1957, si raggiunse l’attuale numero di 500 titoli odierno.

A fondarlo è stata Standard & Poor’s, a sua volta creata nel 1860 da Henry Varnum Poor.

Il nome e l’assetto attuale arrivò però solo nel 1941, quando Poor’s Publishin e Standard Statistics si unirono.

Inizialmente, il suo indice giornaliero di riferimento era lo “S&P 90”, un indice ponderato sul valore basato su 90 titoli. Standard & Poor’s lanciò pure un indice settimanale delle azioni di 425 società industriali.

L’indice S&P 500 attuale è nato il 4 marzo 1957.

Riguardo i movimenti principali realizzati, si ricordano le seguenti date più significative:

  • 12 agosto 1982: 102,42
  • 24 marzo 2000: 1.552,87, per effetto della bolla finanziaria della dot-com (la New economy)
  • 10 ottobre 2002: per effetto dell’esplosione della bolla suddetta prima e dell’11 settembre 2001 poi, l’indice si dimezzò a 768,63 punti
  • 30 maggio 2007: un costante rialzo degli anni successivi portò l’indice a 1.530.23 punti
  • novembre 2007: per effetto dello scandalo dei sub-prime, l’indice scese sotto i 1.400 punti
  • 20 novembre 2008: l’indice ha chiuso a 752,44, il minimo da inizio 1997, la più grande dal 1931 (45,5%, all’epoca fu del 50%)
  • 9 marzo 2009: ulteriore discesa a 676,53 punti
  • 23 marzo 2009: l’indice S&P 500 ha segnato un guadagno del 20%, toccando quota 822,92 punti
  • 31 dicembre 2009: durante tutto l’anno il rialzo è proseguito, toccando 1,115,10 punti
  • 14 aprile 2010: 1210,65 punti
  • 29 aprile 2011: 1363,61 punti
  • ottobre 2011: nuova flessione, scendendo sotto i 1100 punti
  • 2013: l’indice tocca tre traguardi: 1.600 il 3 maggio 2013, 1.700 il 1 ° agosto 2013, e 1.800 il 22 novembre 2013. Chiudendo l’anno a 1.848,36 punti
  • 23 maggio 2014: l’indice procede il suo rialzo a 1.900,53 punti
  • 22 dicembre 2014: l’indice chiude l’anno oltre i 2000 punti, stabilendo nuovi record, con un guadagno dell’85% in 5 anni: 2010-2014
  • 21 maggio 2015, l’indice ha toccato il nuovo massimo di 2.130,82 punti, chiudendo poi l’anno con una leggera flessione, ma sempre sopra i duemila punti: 2.043,94
  • 11 luglio 2016: 2.137,16 punti
  • 31 dicembre 2016: il S&P 500 chiude a 2416,62, dopo aver sfondato quota 2900 punti in agosto
  • 14 febbraio 2020: prima dell’esplosione del Covid-19, l’indice aveva raggiunto il massimo storico di 3380,16
  • 20 marzo 2020: la pandemia porta l’indice a 2304,92 punti, a livello che non toccava da 4 anni
  • 32 dicembre 2020: l’indice chiude l’anno con uno straordinario rialzo, che l’ha portato ad un nuovo massimo storico: 3756,06
  • 7 maggio 2021: l’indice S&P 500 tocca nuovi massimi, a 4.232,60 punti

Come investire sul S&P 500 con i CFD

I Contract for difference consentono di investire su una pluralità di asset, che fanno da sottostanti, replicandone il valore. Tra questi gli indici azionari. Quindi, l’S&P 500.

Ciò ti consentirà di sfruttare appieno le oscillazioni dei punteggi dell’indice azionario, sia al rialzo che al ribasso.

Vediamo quali sono i broker migliori dove investire col trading CFD su S&P 550.

Investire sul S&P 500 con eToro

Il broker eToro offre circa 250 ETF diversi. Vanta 3 licenze, quindi mostra una certa sicurezza sul piano della sicurezza.

Il broker eToro si mostra anche interessante per quanto concerne commissioni e spread, molto competitivi.

Tra i servizi più interessanti che offre, ricordiamo il copy trading per copiare i migliori trader iscritti alla piattaforma. E poi il Social trading, per prendere spunto dagli altri trader seguendo i loro post o interagendo con loro per ricevere e dare consigli.

Ed ancora, eToro offre un Conto demo con 100mila euro virtuali così potrai fare pratica senza rischiare denaro reale.

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Fare trading sul S&P 500 con Plus500

Il broker Plus500 è un’altra piattaforma di trading molto sicura, dato che vanta 2 licenze. Inoltre, non è da meno riguardo spread e commissioni ridotte.

Plus500 offre assistenza clienti in live chat, così da chiedere tutte le informazioni che si vuole, parlando in tempo reale con un operatore (un po’ come l’assistenza Amazon o eBay, per intenderci).

Plus500 consente anche di diversificare il tuo portafoglio con una scelta di oltre 2.500 asset diversi.

E ti avvisa quando l’indice S&P 500 o altri asset di tuo interesse stanno per intraprendere movimenti long o short significativi.

La piattaforma è estremamente user-friendly e anche la app è molto apprezzata.

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Trading sull’indice S&P 500 con Capital.com

Il broker Capital.com è un’altra piattaforma di trading gestita da una società con regolari licenze. La quale viene anche premiata per le piattaforme sempre all’avanguardia che propone.

Devi infatti sapere che Capital.com prevede piattaforme integrate con l’intelligenza artificiale. Così potrai avere assistenza dalla tecnologia nel fare le tue scelte.

Capital.com prevede anche una app dedicata alla formazione: Investmate.

Il broker ti offre la possibilità di fare accurate analisi tecniche potendo beneficiare di oltre 70 indicatori ed oscillatori di trading.

Ottima anche qui l’offerta di commissioni e spread, più bassi della media della concorrenza.

Il broker offre 3 account diversi, con l’account base che prevede solo 20 euro di deposito minimo.

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S&P 500: come si calcola

Come si calcola l’indice azionario S&P 500? i titoli azionari che lo compongono vengono selezionati da un apposito Comitato di esperti. Il quale valuta le società che vi possono aderire seguendo 8 criteri principali:

  1. capitalizzazione di mercato
  2. liquidità
  3. domicilio
  4. flottante pubblico
  5. classificazione settoriale
  6. redditività finanziaria
  7. durata del commercio
  8. durata della borsa

Ecco un esempio pratico dando qualche numero:

  1. Capitalizzazione di mercato maggiore o uguale a $ 6,1 miliardi di dollari
  2. Valore annuale in dollari scambiato con la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante è superiore a 1,0
  3. Volume minimo di scambi mensili di 250.000 azioni nel semestre precedente la data di valutazione

I titoli azionari devono necessariamente essere quotati presso le seguenti borse:

  • NYSE (incluso NYSE Arca o NYSE MKT)
  • NASDAQ (NASDAQ Global Select Market, NASDAQ Select Market o NASDAQ Capital Market)

Queste invece le tipologie di titoli che non possono farne parte:

  • società in accomandita
  • master limited partnership
  • OTC bulletin board
  • fondi chiusi
  • ETF
  • ETN
  • royalties
  • azioni privilegiate
  • warrant azionari
  • obbligazioni convertibili
  • investimenti trust
  • ADR
  • ADS
  • unità IT di MLP

Possono invece farne parte titoli non americani.

Lo S&P 500 è un indice di rendimento dei prezzi. Abbiamo anche altre versioni: “total return” e “net total return” dell’indice.

In cosa differiscono?

  • La versione di resa dei prezzi non tiene conto dei dividendi, prende in considerazione solo le variazioni dei prezzi dei componenti dell’indice
  • La versione total return riflette gli effetti del reinvestimento dei dividendi
  • La versione del rendimento netto totale riflette gli effetti del reinvestimento dei dividendi dopo la detrazione della ritenuta d’acconto

Il calcolo del valore dell’Indice S&P 500 si basa sulla somma della capitalizzazione di mercato rettificata di tutti i 500 titoli azionari e poi divisa per un fattore, chiamato Divisore.

Il Divisor viene modificato via via qualora ci siano delle modifiche inerenti ai titoli che ne fanno parte. Come l’emissione di azioni o variazioni interne delle società quotate in borsa.

S&P 500: calcolo ponderazione

Standard & Poor’s calcola la capitalizzazione di mercato di ogni società per l’indice utilizzando solo il numero di azioni disponibili per il trading pubblico (chiamato “float”).

I movimenti dei prezzi delle azioni che vantano una maggiore capitalizzazione di mercato hanno maggiore peso rispetto a quelle con capitalizzazioni più basse.

L’indice S&P 500 viene adeguato alle modifiche delle società quotate in borsa. Così come viene corretto il divisore al fine di lasciarlo costante.

Tali aggiustamenti vengono apportati dopo la chiusura delle negoziazioni e dopo il calcolo del valore di chiusura dell’Indice S&P 500.

Grafico S&P 500

Ecco il grafico della quotazione in tempo reale dell’indice azionario S&P 500:

Aziende quotate sul S&P 500

Come detto, l’indice S&P 500 include le 500 aziende quotate su 3 borse americane con la maggiore capitalizzazione di mercato.

Per ovvie ragioni, non includeremo tutte le 500 azioni che lo compongono, ma solo la Top 10 allo stato attuale. Di fianco troverete anche il peso che la società ha sul valore totale dell’indice in termini percentuali. Ricordando però anche che è indicativo e può costantemente cambiare.

  • Apple Incorporated (AAPL): 6.56%
  • Microsoft Corporation (MSFT): 5.39%
  • Amazon.com Inc (AMZN): 4.38%
  • Facebook Inc – Class A (FB): 2.10%
  • Alphabet Inc A (GOOGL): 1.67%
  • Alphabet Inc Class C (GOOG): 1.62%
  • Tesla Inc. (TSLA): 1.58%
  • Berkshire Hathaway Inc – Class B (BRK.B): 1.39%
  • Johnson & Johnson (JNJ): 1.29%
  • JPMorgan Chase & Co (JPM): 1.21%

E’ facile notare come a dominare l’indice siano i titoli tecnologici. Con le Big Tech più Neflix, che grazie al Covid-19 ha conosciuto incredibili rialzi in borsa, complice ovviamente il Lockdown.

Gli ultimi 3 posti, invece, sono occupati da Berkshire Hathaway, la holding presieduta dall’oracolo di Omaha: Warren Buffett. E poi Johnson & Johnson, multinazionale americana che include tanti marchi noti per la cura della persona (e impegnata contro il Covid-19 con un proprio vaccino) e la banca d’affari e commerciale J.P. Morgan Chase.

Conviene investire sull’indice S&P 500?

L’indice azionario S&P è diventato quasi un must nel portafoglio dei trader. Il motivo è semplice. Grazie ad esso, con un solo titolo, potrai diversificarlo ampiamente e sfruttare i grandi movimenti a livello di punteggio dello stesso.

Con il trading CFD potrai posizionarti long o short, così da sfruttare sia i movimenti al rialzo che al ribasso. Inoltre, puoi anche provare ad investire sui vari ETF che ne replicano il valore, così da beneficiare anche i vantaggi già insiti in questo strumento.

S&P 500: le FAQ

Cos’è l’indice S&P 500?

Si tratta di un indice che include ben 500 titoli azionari quotati su 3 borse americane. E per questo, viene anche ritenuto molto attendibile per “misurare” la situazione dell’economia americana.

Conviene investire sull’indice S&P 500?

Grazie al trading CFD, puoi posizionarti sia long che short, così sfrutterai sia i rialzi che i ribassi di questo indice.

L’indice consente anche una alta diversificazione del portafoglio con un solo asset.

Dove investire sull’indice S&P 500?

Su broker come Plus500, Capital.com e eToro.

Indice S&P500 - Caratteristiche

Conclusioni

L’indice S&P 500 è stato realizzato da Standard & Poor’s nel 1957 ed è formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione quotate sulle borse di New York Stock Exchange (NYSE), l’American Stock Exchange (AMEX) e il Nasdaq.

Ogni titolo viene soppesato in maniera direttamente proporzionale al valore di mercato. Per il vasto numero di titoli contenuti, l’indice S&P 500 si mostra più attendibile di altri indici azionari.

Puoi investire sull’indice S&P 500 con il trading CFD. Anche puntando sui vari ETF che ne replicano il valore.

I migliori broker per investire sull’indice S&P 500 sono quelli CFD. Se siete agli inizi potete partire da due piattaforme semplici come eToro e Capital.com che offrono molti strumenti ed asset per operare.

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